sabato 27 febbraio 2010

Pasta alla verza, carote e speck



Per la ricetta di questa buonissima pasta, devo ringraziare Tania del blog Dulcis in furno.
Mia figlia, che è risaputo da tutti i miei lettori assidui, odia la verdura, in compenso (stranissimamente!) ama a dismisura la verza, così, se possibile, la utilizzo in verie preparazioni, giusto per avere un pò di soddisfazione, eheheheh!

Appena da Tania quindi ho visto questa pasta, ho subito capito che faceva al caso mio, e così, detto fatto l'ho sperimentata.
Ho apportato la variante dello speck per renderla ancora più saporita, ho utilizzato dei maccheroncini al ferro calabresi che si sono legati alla perfezione e devo dire che il risultato ci ha pienamente soddisfatto...è una primo davvero ricco, che può fare quasi da piatto unico, accompagnato da della frutta o una bella insalatona...ve lo consiglio!
Grazie Tania


Ingredienti (per 3-4 persone):


250g di pasta (io ho utilizzato dei maccheroncini al ferro calabresi, Tania i fusilli)

300g di verza tagliata a strisce

2 carote tagliate a julienne

1/4 di cipolla bianca tritata

4 cucchiai di olio d'oliva

mezzo bicchiere di vino bianco

sale q.b.

80 gr.speck a dadini


Preparazione:

Per prima cosa sbollentiamo per qualche minuto la verza in acqua bollente salata....scoliamo, strizziamo ben bene e lasciamo un attimo da parte.
Scaldiamo l'olio in una padella larga e facciamo appassire la cipolla insieme ai dadini di speck.
Aggiungiamo le carote e cuociamo mescolando di tanto in tanto.
Aggiungiamo la verza, copriamo col coperchio e cuociamo a fiamma moderata mescolando di tanto in tanto per circa 10 min.
Quindi scopriamo e aggiungiamo il vino, lasciamo evaporare, aggiustiamo di sale.
Nel frattempo cuociamo la pasta in acqua bollente salata, scoliamo al dente e traferiamo nella padella con la verza, lo speck e le carotine a julienne, mescoliamo bene il tutto...
...io per legare meglio ho aggiunto una bella grattuggiata di cacioricotta!
Lasciamo insaporire qualche minuto e serviamo.



Che ne dite, non vi fa gola?????

Buon appetito..e buon sabato!!!
Io sono in procinto di trascorrere un bel pomeriggio e serata insieme a dei cari amici...e voi?

giovedì 25 febbraio 2010

Piccoli cake alle mandorle e all'olio d'oliva


Questi piccoli cake sono nati un pò dal caso e dalla voglia di sperimentare della farina di mandorle bio appena comperata...
..inoltre anche dalla voglia di partecipare a questo contest



...così, detto fatto mi sono lanciata nel pasticciamento, e ne sono venuti fuori questi piccoli tortini, leggeri, delicati e soffici...
..tanto buoni e sicuramente adatti ad una sana prima colazione o alla merenda dei vostri bambini.


Ingredienti per circa 12 pirottini in silicone

2 uova grandi
120 gr.zucchero
100 gr farina di mandorle bio
50 gr olio d'oliva
100 ml.latte
200 gr.farina 00
mezza bustina di lievito per dolci
marmellata di albicocche
mandorle a scaglie

Preparazione:

Con lo sbattitore elettrico montare le uova con lo zucchero, aggiungere l'olio e a filo il latte sempre azionando le fruste alla media velocità.
Miscelare la farina 00 a quella di mandorle e al lievito, unire pian piano al composto liquido, sempre con lo sbattitore in funzione...si dovrà ottenere un composto bello soffice.
Versare il composto nei pirottini (io ho utilizzato quelli in silicone della Silikomart, ma si possono anche tranquillamente usare quelli in carta) riempiendoli per tre quarti; mettere al centro un cucchiaino di marmellata di albicocche e guarnire in superficie con le mandorle a scaglie.
Infornare a 180° in forno ventilato per 20-25 minuti (dipende dal forno e comunque è importante sempre verificare l'avvenuta cottura con uno stuzzicadenti!).



...ed ecco l'interno...visto che sofficità??

Mia figlia ne ha fatto una scorpacciata!

Buonissima giornata a tutti...dai che forse arriva 'sta agognata primavera!

martedì 23 febbraio 2010

Stecche con pasta madre



Finalmente.

Finalmente....io e la pasta madre ci stiamo capendo.

Dopo varie sperimentazioni, dove sempre il retrogusto acidino mi faceva desistere...
...dove dopo prove e prove, sconfitte e successi (pochi), quando ti prende lo sconforto e ti viene voglia di lanciare dalla finestra il contenitore in cui Ella riposa....
...finalmente...
ho provato a fare questo pane.

Ormai sarà il MIO pane, il pane della mia famiglia...
...il pane che è stato fatto e finito in un sol giorno, pezzo dopo pezzo, croccante, per nulla acido e davvero
BUONISSIMO!!!!!!!

Devo in primis, ringraziare la Lo, per averlo postato e per i suoi consigli preziosissimi..
..poi Stella ed anche Diletta che lo hanno realizzato prima di me...
GRAZIE!!!!!

Guardate che meraviglia di alveoli, una cottura prefetta e la giusta croccantezza e sapore..
..amiche della pasta madre.....provatelo, non ve ne pentirete!!!

Ingredienti:

50 gr pasta madre appena rinfrescata




455 gr farina (io uso un misto di manitoba e 0, che prendo dal mulino)

350 gr acqua

mezzo cucchiaino di sale

mezzo cucchiaino di malto di grano (trovato al Naturasì)

sale aromatico e olio d'oliva


Preparazione: (procedimento preso da Stella)

L'impasto è il tipico impasto da "pane senza impasto", cioè molle, molto idratato. Più che impastare si mischia bene il tutto per amalgamare gli ingredienti, inizialmente con un cucchiaio, poi con le mani.

L'ho lasciato 24 ore a lievitare coperto nel forno spento, ma se mi serve il forno lo metto in un armadietto, basta che sia al riparo. Devono formarsi le bolle. Ho provato successivamente, anche a far lievitare 20 ore...era perfetto ugualmente!

Poi ho infarinato bene la spianatoia, versato l'impasto, con l'aiuto della farina ho dato tre giri di pieghe del primo tipo, queste, spostato su un canovaccio pulito non lavato con detersivi e infarinato, pennellato di olio evo, cosparso con una presa di sale, avvolto nel canovaccio e lasciato riposare per un paio d'ore.

Dopo un'ora e mezza, cioè mezz'ora prima della fine della lievitazione, ho acceso il forno a 200 gradi statico (ma dipende dal forno).
Ho tagliato in 4 strisce l'impasto, sempre aiutandomi con la farina perchè è ancora un po' appiccicoso, ho tirato le 4 strisce più lunghe possibile, senza schiacciarle le ho spostate sul tappetino di silicone (o su carta forno!) messo sulla griglia del forno, praticamente sono talmente molli che solo spostandole si allungano, meno si toccano e meglio è perchè dentro ci sono le bolle.
Con queste dosi vengono 4 filoncini della lunghezza del forno.

Ho pennellato con poco olio e sparso poco sale, nel mio caso aromatico che dà un particolare saporino; nel frattempo il forno era a temperatura, ho cotto 20 minuti circa e mangiato subito, appena si riesce a farlo senza ustionarsi.
 
Se si mette in freezer basta scaldarlo un attimo in forno quando è scongelato e torna come nuovo.
Noi lo lasciamo anche sul calorifero, ed è favoloso ugualmente.....
 
Era talmente buono, che pezzo dopo pezzo, pezzo dopo pezzo, ce lo siamo mangiato noi tre allegramente..
 
 

Oggi sono così contenta...ho comprato il microonde nuovo, il mio vecchio è passato a miglior vita...
è questo! Vi piace? Fa anche da forno ventilato, una meraviglia per cuocere le torte..

...sperimenterò quanto prima!
Intanto vi auguro una buonissima giornata, qua sempre un pò nuvolosa e grigia...
 

domenica 21 febbraio 2010

Torta di mele light...e tovaglia "voglia di primavera"!



Buona domenica a tutti, come va?
Ieri qua da noi è stato il sabato grasso di carnevale (liturgia ambrosiana), meno male che un bel sole (anche se accompagnato da vento, mannaggia) ha permesso che si svolgesse la tradizionale sfilata di maschere per le vie del paese!
Mia figlia e le sue amiche si sono davvero tanto divertite, anche noi genitori ne abbiamo approfittato per fare un bel giretto e quattro chiacchiere allegre, approfittamndo della bella luce solare, mi sentivo rinata, credetemi!!!

Questa torta l'ho preparata per una cena che ho avuto giorni fa insieme alle mie care cugine Marina e Noemi, è stata una serata davvero divertente, grazie ragazze sono stata felicissima di avervi qua!!!!!
La ricetta l'ho presa dal blog della bravissima Morena, so che anche lei deve averla vista da qualche altra parte...viste le sue foto son rimasta a dir poco folgorata, e, siccome si parlava di light...come resistervi???
Credetemi, è davvero buonissima, morbida, leggera...
...la rifarò molto spesso, senza sensi di colpa, eheheheh!
Grazie Morè!

Ingredienti presi pari pari dal blog di Morena

4 mele

150 gr di farina 00

120 gr di zucchero

100 ml di latte

3 uova

raspatura di un limone

1 pizzico di sale

1 bustina di lievito

fiocchetti di burro e zucchero semolato per la superficie (facoltativo, io non li ho messi...è stata light sino in fondo, eheheheheh!)

Preparazione

Sbucciare e tagliare a pezzettini 2 mele e mezza, l'altra mela e mezza tagliarla a fettine sottili..

Setacciare in una ciotola la farina, il sale ed il lievito..

Montare con un frullatore elettrico lo zucchero con le uova e la raspatura di limone finche diventa una massa bella gonfia ed ariosa come per il pan di Spagna.

Unire in più riprese le polveri mescolando molto delicatamente con un cucchiaio di legno girando dal basso verso l'alto in modo da non far uscire l'aria incorporata nella montatura..

A questo punto unire le mele a pezzettini e mescolarle sempre delicatamente ma non troppo a lungo..unire tutto il latte e mescolare finche sparirà dalla superficie, ma senza dilungarsi troppo..(ho visto che in questo modo viene molto meglio!).

Versare il tutto nello stampo imburrato e ricoperto di zucchero oppure foderato di carta forno..coprire con il resto delle mele (la sottoscritta, presa dalla foga e da una telefonata, ha fatto casotto, e tagliato tutte le mele a pezzettini! quindi nelle mie foto non vedrete le fettine in superficie...ho messo tutto nell'impasto!!!!!)...mettere qualche fiocchettino di burro qua e là e cospargere di zucchero (questo a piacere, io non l'ho fatto)...infornare a 180° per 40 minuti...


Ecco cosa ne è rimasto...Marina se ne è portata a casa una bella parte, che si è gustata con la zia il giorno dopo, eheheheh!
...che buonaaaaaaaaaa

Il bel sole di ieri e anche di oggi, mi sta davvero facendo venire voglia di prati, fiori, celo terso...primavera insomma!
Detto fatto...ho deciso di cambiare un pò volto alla mia cucina, solo con dello sbieco ed uno scampolino!



Ho trovato al mercato questo bello scampolino di tessuto a fiori a...tenetevi forte...3 euro!!!
Mi è piaciuto tantissimo ed ho deciso di trasformarlo in una bella tovaglia allegra e gioiosa per la mia cucina...tovaglia non per cenarvi sopra, ma di bellezza, in modo da rallegrare un pò l'ambiente durante la giornata......
Ho orlato lo scampolino con dello sbieco in tinta...un bel centrotavola, e...voilà!!!!!



...che ve ne pare?????

Buon pomeriggio a tutti...fra poco (dopo lo studio degli antichi romani...arghhhhhhh) usciremo a fare un bel giro al parco!!!!!!

venerdì 19 febbraio 2010

Polpettine di ricotta e mortadella



Queste polpettine sono davvero eccezionali, e per la ricetta devo ringraziare la dolce Sara, reginetta dei dolci in verità, ma bravissima anche sul salato...nonostante la sua giovane età, sa sempre proporre piatti facili e deliziosissimi, di sicura riuscita.
Grazie Saretta!!!!

La sua ricetta la potete vedere qui....
io a differenza, ho preferito cuocerle nel forno, in modo da renderle più leggere.
Sono state davvero un successone...anche mia figlia che non mangia salumi, le ha apprezzate tantissimo per la loro delicatezza e morbidezza...abbinate ad una bella insalatona mista o ad un contorno di verdure, risolvono davvero una cena, credetemi!

Ingredienti:

300 gr. ricotta
50 gr.parmigiano grattuggiato
1 uovo
mortadella o prosciutto cotto tritato (io ho usato una mortadellina da 100 gr)
pangrattato q.b
sale
pepe
olio
noce moscata

Preparazione:

Mescolare la ricotta e il parmigiano, con l'uovo leggermente sbattuto...Sara ha utilizzato solo il tuorlo, io ho preferito utilizzarlo intero!
Aggiungere sale, pepe, una grattata di noce moscata abbondante (a me piace da impazzire!), la mortadella tritata e il pangrattato sino ad ottenere un composto piuttosto sodo.
Formare delle polpettine di forma rotonda o ovale, passarle ancora nel pangrattato e metterle in una teglia da forno leggermente unta d'olio.



Cuocerle in forno a 180 gradi per circa una mezz'oretta, o comunque sino a che diventano dorate...
...servire ben calde...

Buonissime!!!!!!

Qua piove...credetemi non ne posso più!
Speriamo che domani ci sia un pò di sole, qua da noi è sabato grasso e si festeggia il carnevale con sfilate di maschere e giochi in piazza..
..almeno un pò di divertimento per i nostri bambini!

Un abbraccio e buon week end a tutti.

mercoledì 17 febbraio 2010

Il cin cin del Ghiro.......



"Subito fin dal primo giorno scoppiò un parapiglia tra tutti gli animali: fra i "notturni" e i "diurni".
Succedeva infatti che....chi dormiva di giorno, di notte faceva un gran chiasso:
E viceversa.
Ma chi fra tutti perdette maggiormente le staffe, fu il ghiro che, abitando accanto al leone, non riusciva a chiudere occhio di giorno per i ruggiti.
Allora Noè fece una cosa molto semplice: per calmare gli ospiti, far loro trascorrere una buona notte e dissipare principi di infreddature, preparò per tutti il "cin cin del Ghiro", quello che molto più tardi i francesi avrebbero chiamato VINO BRULE'."




...eccomi ancora qui con una ricetta del manuale ...
...si, il mitico Manuale di Nonna Papera!!

Questa raccolta di Sabrine mi ha entusiasmato a tal punto, che ho deciso di fare anche questo cin cin del Ghiro...e come dice la nonna in questione:

"...sapete ragazzi? Potete offrire questa bevanda a quella simpaticissima pro-prozia che, volendo farvi dormire, dopo avervi rimboccate ben strette le coperte fin quasi a farvi soffocare, vi racconta proprio quella tal famosa storia che conoscete a menadito, e che perciò non vi lascia prendere sonno!"


Il vin brulè (o mulled wine), che significa vino bruciato, è una deliziosa e aromatica bevanda, che va servita calda; preparata con vino rosso corposo, spezie, agrumi e zucchero, è corroborante, riscaldante e disinfettante, per questo viene adottata come cura contro il raffreddore, ed è molto usata nelle zone montane, dove il freddo è più accentuato.

Il vin brulè è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo: la sua preparazione è semplice e veloce e nonostante nei supermercati vengano vendute delle confezioni di spezie già pronte per l’uso, non è assolutamente difficile prepararlo in casa secondo i vostri personali gusti.
                        Dal sito Giallo Zafferano



Che cosa occorre:

1 bicchiere di vino rosso
qualche chiodo di garofano
un pezzetto di cannella
scorzette di limone

Come si procede:

Scaldate in un pentolino il vino coi chiodi di garofano, e la cannella.
Quando il liquido sta per bollire, togliete dal fuoco e filtrate, perchè cannella e chiodi non vadano di traverso.



Versate aggiungendo a piacere (la Simo li ha messi!!!) due cucchiaini di zucchero e le scorzette del limone.


...con il Cin cin del Ghiro vorrei partecipare a questa raccolta!

Buona fredda giornata a tutti

lunedì 15 febbraio 2010

Lasagne con la verza


Buon lunedì a tutti...come state, come è trascorso il fine settimana?
Spero benissimo!

Questa lasagna l'ho preparata per il ritorno di mio marito dagli Usa...non sapendo l'orario esatto di atterraggio, ho pensato ad un piatto versatile, che poteva essere anche preparato in anticipo ed eventualmente cotto in un secondo tempo...oppure cotto prima e riscaldato...
Insomma, ne è venuta fuori questa bontà.

Lo spunto è partito da una rivista davvero bellina, ovvero l'inserto cucina della rivista Sorrisi e canzoni,
" In tavola"....
Ricette semplici e fattibili, davvero anche per una pasticciona come la sottoscritta!

L'inserto di gennaio era dedicato ai golosi primi al forno.
Questo primo quindi, molto modificato rispetto alla ricetta originale (era prevista la carne di agnello, oltre ad altre verdure), ve lo voglio subito proporre!

Ingredienti:
250 gr.polpa di manzo scelta macinata
250 gr.polpa di maiale scelta macinata
1 confezione di lasagne fresche non secche
provola silana affettata finemente (io l'ho fatto fare con l'affettatrice, in tutto una quindicina di fette)
una piccola verza (circa 800 gr.)
Bechamella (non sto a mettere la ricetta, ognuno penso abbia la sua...comunque potete usare anche quella pronta se vi va...la mia la potete trovare qua)
qualche noce di burro
1 lattina pomodori tagliati a pezzettoni
sale e pepe
olio evo
vino bianco secco un bicchiere scarso

Preparazione:

Per prima cosa ho preparato il ragù, in questo modo: in una casseruola ho scaldato un pò d'olio e ci ho messo 2 cucchiaini di soffritto sempre pronto a rosolare; dopodichè ho aggiunto la carne ed ho sfumato col vino bianco, facendolo ben evaporare.
Ho successivamente aggiunto il pomodoro, un cucchiaio dado vegetale casalingo, regolato di sale e pepe e proseguito la cottura a fuoco lentissimo per circa un paio d'ore.
Il ragù non deve rimanere molto compatto e neppure molto liquido, ma ben fluido in modo da cuocere bene poi la pasta delle lasagne.

Poi ho pulito ben bene la verza, l'ho fatta a striscioline che ho immerso per 5 minuti in acqua bollente salata.
Ho scolato e strizzato, ed ho messo da parte.

Ho imburrato una teglia per lasagne ed ho iniziato a fare gli strati così composti...prima un pò di ragù sul fondo, poi uno strato di pasta, poi altro ragù, un pochino di bechamella per legare il tutto, qualche fettina di provola, uno strato di verze, poi ancora pasta, ragù, bechamella, provola e verze e via di seguito sino all'esaurimento dei componenti...
In superficie ho terminato poi spolverizzando il tutto con dell'abbondante parmigiano grattuggiato e qualche piccolo fiocchetto di burro.
Qui è come si presentava prima della cottura...........


Ho infornato per circa una trentina di minuti a 180°, passando gli ultimi minuti al grill per dorare bene la superficie...


...e buon appetito!
 Mio marito è arrivato con 5 ore di ritardo, non aveva fame e gliel'ho scaldata per la sera...beh, forse era ancora più buona, credetemi!

Alla prossima..........

sabato 13 febbraio 2010

Il viaggio verso casa


Adoro questa autrice...mi sto molto appassionando ai suoi romanzi, e pian piano me li sto leggendo tutti.
Dopo aver letto "La metà di niente" e "L'amore o quasi" che mi hanno letteralmente conquistato, ho voluto prendermi in biblioteca anche questo
"Il viaggio verso casa"

"Prima di alzarsi accarezzò la mano della madre.
Quel contatto fisico voleva essere una rassicurazione ; diceva: non preoccuparti, torno subito.
Sarebbe stato uno sbaglio toglierle bruscamente il conforto, alzandosi di punto in bianco e uscendo dalla stanza.
Quanto si sapeva veramente su quello che provavano le persone in punto di morte? Si domandò. Forse, come succede ai ciechi, che per compensare la mancanza della vista acuiscono gli altri sensi, forse ai moribondi spunta una sorta di terzo occhio che, vigile e attento al centro della fronte, vede e comprende cose ignote a noialtri.
 Questi pensieri ebbero l'effetto di tranquillizzarla; erano un piccolo passo avanti nella spiegazione del crescente senso di intimità che provava per quella piccola figura avvolta nella liseuse rosa.
Forse, se avesse creduto in quest'altro modo di vedere, quella fragile vecchina accanto a lei sarebbe ridiventata sua madre, per tempo."

Ecco la trama di questo bellissimo libro presa dal sito Guanda.it

Come sempre accade in simili casi, proprio quando meno se lo aspetta, Beth riceve una telefonata da James, il fratello: la mamma è gravemente malata.
Che fare? Buttare qualcosa in valigia e precipitarsi a Dublino, al suo capezzale? Ma no, è meglio agire con razionalità. Tanto, non si può fare niente, e poi a Londra ci sono troppe cose da organizzare prima della partenza: bisogna pensare all'ufficio, trovare una sistemazione per Laura, che è solo una ragazzina…
Oppure questi non sono che pretesti per non affrontare la realtà, per non dover guardarsi dentro e magari veder vacillare le certezze, per non dover trovarsi forse per l'ultima volta faccia a faccia con quella madre con cui non è mai riuscita nemmeno a mettersi d'accordo sul proprio nome, che negli anni è rimasto, con pari testardaggine da entrambe le parti, Elizabeth per l'una e Beth per l'altra?
Quando infine si decide e torna in Irlanda, nella casa materna, Beth si trova catapultata in una situazione del tutto inattesa: davanti a sé non ha più l'antagonista di sempre, la donna sagace ed energica dal portamento fiero, bensì una fragile creatura ridotta a poco più di un guscio dalla malattia.
Proprio quando il suo bisogno di comunicare con la madre si fa dolorosamente necessario, Beth trova le lettere che l'anziana donna ha cominciato a scriverle alle prime, inequivocabili avvisaglie della malattia: vedendosi sfuggire la vita e, ancora peggio, la lucidità mentale, Alice ha voluto cercare a proprio modo di ricucire il rapporto con la figlia.
Ha così inizio, nelle notti di veglia, una lunga conversazione ideale in cui Beth scopre una donna nuova, con un mondo interiore insospettato, una donna che ha dovuto lottare con tutte le sue forze per tirar su da sola due figli piccoli dopo la morte prematura del marito, e per amor loro ha rinunciato a rifarsi una vita.
Dopo il travagliato viaggio interiore di Beth, al dolore si affianca un senso di appagamento per aver ritrovato la madre, per essere riuscita a conoscere se stessa e, finalmente, a quarantacinque anni, ad accettarsi senza più paure come figlia, come madre, come donna.
E alla fine di questo processo di crescita, grazie al quale Beth è riuscita anche a ritrovare un dialogo commosso con James, fratello e sorella decidono di conservare la vecchia casa di famiglia come simbolo di una memoria ancora viva e di sentimenti profondamente radicati.


Consiglio a tutte voi questo libro per la sua delicatezza e la capacità di far riflettere...
Tropppe volte ci si dimentica di dimostrare agli altri che li amiamo, che siamo riconoscenti verso i sacrifici che fanno per noi, verso l'amore che ci donano e ci manifestano quotidianamante...
Spesso, presi dalla frenesia della vita e magari anche da un senso di pudore, ci dimentichiamo di dire grazie...ti voglio bene...
Non lasciamo nulla in sospeso, mai. 
Io per prima me lo sono imposto...mi devo sforzare di essere grata e sincera...e di dimostrare a chi mi vuole bene tutto l'amore che provo per loro.
Inoltre, questo libro mi ha anche fatto molto riflettere sul rapporto che ho con mia mamma...
...tutte le madri comunque, anche se a modo loro, ci amano sempre, comunque, incondizionatamente.

Buon sabato a tutti 

giovedì 11 febbraio 2010

Biscottini dello zodiaco



"E' bello potersi appoggiare agli altri.
Nessuno può sopportare la vita da solo."

F.Holderlin

Questi biscottini li voglio dedicare a tutte voi amiche virtuali che passate di qua e che rallegrate le mie giornate, mi date consigli, e trovate sempre una parola carina da scrivermi in ogni circostanza.

Grazie in particolare ad Ely e Chiara che in questi giorni mi hanno dimostrato che l'amicizia è una cosa bellissima!

Ed ora vorrei aprire un sondaggio....di che segno siete?
Il vostro carattere rispecchia il segno zodiacale?
Io non sono una particolare estimatrice di oroscopi & co., ma trovo che a volte ci siano affinità nel mio modo di fare e di pensare, con le caratteristiche generali del mio segno l'Ariete.

ARIETE

21 marzo - 19 aprile



PROFILO DEL SEGNO





I nati del segno si distinguono sotto molti aspetti caratteriali: attivissimi, creativi, organizzatori, coraggiosi. Amano affrontare le situazioni difficili e anche rischiose, dove possono far valere le loro capacità di iniziativa e comando. Se una situazione rimane statica e tranquilla troppo a lungo, trovano il modo di renderla più stimolante, complicandosi la vita.

L'Ariete, un vulcano di idee, inizia molti progetti ma non tutti li porta a termine, incalzato com'è da altrettante... corse ad ostacoli. Non ama le perdite di tempo e i lunghi giri per evitare gli stessi.



Pressochè indomabile, adora la competizione. Estremamente eclettico nei suoi interessi pratici e culturali. Molto impulsivo e spontaneo, per la sua franchezza può sembrare brusco e poco diplomatico, non accettando l'ipocrisia: un rapporto amichevole con l'Ariete, impostato su un'educazione di sola facciata, è pressochè impossibile. Capace di sfuriate, non serba rancori.

Mai opportunista, sta più volentieri da solo che in compagnie non reputate interessanti e intelligenti; è un cavallo di razza, che non può stare con i "brocchi".

Molto leale, non ammette la menzogna "inutile", fine a se stessa . Se costretto a mentire, però, essendo un creativo presenta la bugia con l'aspetto di assoluta verità.

Lavoratore indefesso, instancabile, vuole primeggiare ma non per riceverne lodi pubbliche; è pago del raggiungimento del traguardo che si era prefissato, pronto a scagliarsi a testa bassa verso quello successivo. L'Ariete può cadere facilmente ma misteriosamente si rialza sempre e riparte in quinta marcia.

In amore, i nati sotto questo segno possono anche risultare fedeli nel corso di un rapporto; i rapporti mediocri, scarsamente stimolanti e monotoni, durano poco e l'Ariete, piuttosto che tradire, lascia senza rimpianti e ricomincia altrove. Ha bisogno di ricevere e dare continue attenzioni e grande amore. Se incontra il partner giusto, l'unione può essere "per sempre" ed è pronto a scatenare tutta la sua creatività perchè ciò avvenga, rendendo il rapporto sempre fresco e nuovo, mai banale.

Il vero e più importante amore dell'Ariete - non lo dimentichino i segni che si innamorano di lui - è sempre la libertà, per la quale è pronto a pagare di persona un altissimo prezzo.
 
 
Ricetta presa da Sale e pepe del mese di gennaio

Ingredienti:

200 gr.farina oo
50 gr farina di mandorle
80 gr.zucchero a velo
100 gr.burro
1 o 2 cucchiai di cognac o brandy

Per la glassa:

200 gr.zucchero a velo
poche gocce di succo di limone
1 albume

Preparazione:
Miscelate le due farine ed impastatele col burro morbido a pezzetti, il cognac (o il brandy), lo zucchero a velo: formate una palla e fatela riposare in frigo avvolta in pellicola da cucina per almeno mezz'ora.
Stendete l'impasto sulla spianatoia con un mattarello in una sfoglia di circa mezzo centimetro di spessore e ricavate con un tagliapasta rotondo, tanti dischetti di circa 5/7 cm di diametro.
Cuoceteli in forno a 160° per circa 20 minuti, o comunque sino a quando cominciano leggermente a dorarsi.
Togliere la teglia dal forno e lasciar raffreddare.
Una volta freddi, preparare la glassa mescolando albume, zucchero a velo e limone con una frusta, trasferite la glassa in un cono di carta forno, tagliandone via la punta e premendo in modo da "disegnare" i segni zodiacali sulla superficie del biscotto.
Lasciar asciugare la glassa e...mangiare!



Alla prossima!!!!!!!!!

martedì 9 febbraio 2010

Spaghetti alla crema di broccoletti



Questa pasta nasce da un paio di esigenze...
la prima, solita e instancabile, di far mangiare la verdura a mia figlia..
...la seconda, di utilizzare della bechamella avanzata, che non volevo assolutamente buttare via.
E' nata quindi questa pasta...che ci ha conquistato per la delicatezza del suo condimento, e che rifaremo ancora e al più presto.
Ho scoperto che quando improvviso, i miei commensali gradiscono parecchio...
bisogna che mi lanci maggiormante nella sperimentazione, senza timore!
Via, allora...all'arrembaggio...!!

Ingredienti:
(per 3 persone)
230 gr.spaghetti nr.5
1 broccolo verde bello grosso tagliato a cimette
una manciata di pinoli
1 noce di burro
50 gr dadini di prosciutto cotto
bechamella q.b (se non volete star lì a farla, utilizzate quella già pronta..)
parmigiano grattuggiato
sale- pepe q.b

Preparazione.
 Cuocere a le cimette di broccolo...è possibile sbollentarle in acqua bollente per diversi minuti oppure cuocerle a vapore.
Scolarle, e lasciarle da parte.
Accendere il fuoco e portare ad ebollizione una pentola con l'acqua salata per la cottura degli spaghetti...intanto, in una capace padella antiaderente, metterci la noce di burro e rosolare le cimette di broccolo, salando e pepando a piacere.
In un altro pentolino tostare i pinoli per qualche minuto, e metterli da parte.
Aggiungere ai broccoletti i dadini di prosciutto cotto, e continuare a rosolare..con l'aiuto di un cucchiaio, o di una forchetta, cercare di schiacciarli un pò, in modo da ridurne una parte in purea.
Nel frattempo cuocere la pasta...scolarla e versarla nella padella del condimento, aggiungendo la bechamella, il parmigiano grattuggiato e, se necessario per legare bene, qualche goccio di acqua di cottura della pasta stessa, con una noce di burro.
P.s: la mia bechamella non era molto densa...preferisco i condimenti legati in maniera più fluida, piuttosto che il contrario.
Amalgamare bene il tutto, e servire cospargendo con i pinoli tostati...gustare...una bontà!


Anche "madamigella" ha pulito il piatto...letteralmente, facendoci la scarpetta, eheheheheh!!!

Ora vi saluto, vado a rinfrescare la pasta madre...fuori nevischia, proprio la primavera non ne vuole sapere di arrivare, e il mio umore è davvero sotto ai tacchi!

Buonissima giornata!

domenica 7 febbraio 2010

I miei pancakes



Qualcuno sorriderà, anzi...riderà pure...ma ci credete che non avevo mai provato a fare i pancakes prima d'ora...???!
Ebbene si, è la verità!
Spinta dalle mille belle ricette trovate in rete e dalla voglia di colazione, per cominciare ho deciso di affidarmi a questa molto semplice, di Buoneforchette.com

A noi sono piaciuti...mia figlia li ha letteralmente coperti di miele all'albicocca, mio marito ha preferito la crema di nocciole...io invece, golosona (ogni tanto qualche sgarro ci vuole, eheheheh!) le ho gustate con marmellata ai marroni!

Ingredienti:

250 gr.farina
30 gr.burro
2 uova
400 cc.di latte
1 cucchiaino di lievito in polvere (per me scarso)
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di zucchero

Preparazione:

In una ciotola capiente setacciare la farina con lo zucchero, il lievito e il sale.
Fare un buco nel centro e versarci il burro fuso e leggermente raffreddato, le uova sbattute e il latte...mescolare ben bene con l'aiuto delle fruste a mano.
Oliare leggermente (io ho usato un foglio di carta da cucina) una piccola padella antiaderente e accendere il fuoco per scaldarla un pochino...aggiungere a mestolini la pastella (circa un quarto di tazza per ogni pancake...io spero di aver rispettato le dosi, come prima volta...sono andata un pò ad occhio!)e far dorare per bene da entrambi i lati.
A questo punto il primo pancake è pronto...procedere con un altro mestolino di pastella e così via sino all'esaurimento.



Se volete dei pancakes preparati alla perfezione, secondo la migliore tradizione americana leggete qua...sempre preso dalla ricetta di Buoneforchette.com

Consigli:



Il recipiente in cui setacciate gli ingredienti in polvere deve essere assolutamente asciutto e privo di umidità.

Prima di unire le uova, il latte ed il burro fuso agli altri ingredienti, mischiateli tra loro sbattendoli ben bene ottenendo un unico composto. Sicuramente avrete una ciotola in più da lavare ma le buone forchette noteranno che così, i pancake risultano più soffici.

Gli ingredienti "a secco" vanno miscelati a quelli "umidi" delicatamente ma in breve tempo: miscelare eccessivamente rende più veloce la formazione del glutine che renderà più duri i nostri pancakes.


Preriscaldare la piastra o padella (antiaderente o ben oleata) a 185°C. Per ungere la padella meglio passare un foglio imbevuto di olio vegetale (il burro brucia troppo in fretta).

Se è il caso sacrificate il primo pancake per regolare bene la temperatura.

Quando si formano delle bolle su un lato è probabile che sia giunto il momento di girare la frittella, ma prima sbirciate sotto. Se è stato raggiunto un bel colorito fra l’oro ed il marrone potete girare.

Non premete mai vostri pancake! E’ difficile resistere alla tentazione ma i pancakes non vanno schiacciati o andranno persi tutti gli sforzi per ottenere un pancake morbido e soffice.

Quando i bordi sono asciutti potete togliere il pancake dalla piastra. Se non avete intenzione di mangiarli subito, non lasciateli impilati uno sull’altro e non copriteli: l’umidità li renderà duri. Disponeteli su un unico piano in un vassoio. Copriteli dopo che si saranno raffreddati.

E’ possibile infine usare degli stampi per fare pancake con le forme desiderate. Ricordate però di oliare anche gli stampini.

E adesso... pancakes, pancakes per tutti!!!!!!!!!

Buonissima domenica e buona colazione

venerdì 5 febbraio 2010

Gli aniciotti dell'Amelia che ammalia...



"...sfogliando certi antichi libroni di magia, Nonna Papera ha scoperto questa ricetta.
Sembra sia stata creata in quei lontanissimi tempi di maghi, magie, streghe e folletti da una ante-ante-antenata di Amelia, la fattucchiera che ammalia e che qualche volta sbaglia.
certo saprete che l'aglio è un'anti-strega di grande efficacia.
Ebbene, anche i semi di anice....ma che stiamo dicendo?
L'anice, in questo caso è indispensabile per la ricetta che segue!"

Dal Manuale di Nonna Papera-ediz.1970

E' con immenso piacere che vorrei partecipare alla raccolta di "Fragole a merenda"




Cara Sabrine, finalmente dopo varie ricerche ho trovato il Manuale...è stato bello sfogliarlo, ritrovare, fra le pagine ingiallite dal tempo, tanti aneddoti, ricettine belle e semplici per bambine di ogni età..è stato come, per un attimo, tornare indietro nel tempo...a quando da piccola io e mia sorella ci cimentavamo in pasticci di ogni specie, prima col dolce forno e poi coi consigli della Nonna più famosa fra le papere.
Perchè poi ho scelto proprio gli aniciotti...?
Sinceramente non lo so..
Forse perchè Amelia, la strega che ammalia, mi ha sempre affascinato moltissimo quel suo modo di porsi, esattamente all'opposto del mio!

Ti ringrazio per avermi dato la possibilità di partecipare alla tua raccolta.
Io purtroppo non so che fine abbia fatto il MIO vecchio manuale...una volta sposata alcune cose mie, alcuni libri sono rimasti da mia mamma...e questo è sparito!!
Ma non mi sono arresa, e tramite mia cognata che fa la bibliotecaria, ne ho recuperata una copia..ed eccomi qua!



Che cosa occorre:

gr.250 di farina
gr.250 di zucchero
due chiare d'uovo
una presa di sale
gr.15 di semini d'anice

Come si procede:

Mescolate lo zucchero e la farina, fate un monticello con un buco nel mezzo e metteteci le due chiare non sbattute, il sale ed i semi di anice.
Impastate, stendete la pasta all'altezza di mezzo centimetro (consiglio della Simo: anche qualche millimetro in più...altrimenti una volta cotti rimangono un pò duretti!),
ritagliate con un bicchierino dei dischi, ungete la lastra del forno, disponeteci sopra i tondini e fateli cuocere in forno caldo.
(ulteriore consiglio della Simo: non fateli dorare assolutamente, altrimenti diventano duretti! Bastano solo pochissimi minuti di cottura, teneteli d'occhio... io, qualcuno troppo "abbronzato", l'ho dovuto buttare.)



Grazie ancora Sabrine, e buon fine settimana a tutti!