lunedì 30 maggio 2011

Arista alla fiorentina






Buon inizio settimana...

Voi come l'avete trascorso? Io benissimo, ieri sono stata in montagna e più precisamente qua...una giornata meravigliosa, di cui presto vi mostrerò qualche foto (son tornata tardi e ancora non ho avuto il tempo di scaricarle)...un'aria pulita, incontaminata, una natura rigogliosa e splendida...
Il tutto culminato con una gita a queste cascate famose, uno spettacolo meraviglioso, (anche se non erano ancora aperte completamente) alimentate dall'acqua della diga di Morasco, che abbiamo pure visitato.
Un pò stancante (io non sono abituata a camminare in montagna!), ma ne è valsa davvero la pena per tutto quello che ho visto...paesaggi incontaminati e davvero stupendi.

Tornando a noi, oggi voglio proporvi un piattino adatto ad un bel pranzetto montanaro, e perchè no, anche cittadino...le temperature in questi giorni si sono un pò abbassate, quindi il forno si può tranquillamente accendere ancora...
La ricetta è tratta da un librino piccino ma ricco di splendide idee e di ricette gustosissime, Al forno di Maxine Clark edito da Luxury Books... ve lo consiglio vivamente, qua potrete davvero trovare tanti spunti per una cucina al forno sana, leggera e squisita.
Io avevo un bel pezzo di arista da cucinare, e non sapendo come farla, questo libro mi ha dato davvero lo spunto che cercavo.








Ingredienti:
Un bel pezzo di arista di maiale, la mia pesava circa un chilo, forse qualcosina in più...
6 grossi spicchi di aglio (io non lo digerisco, quindi ne ho messo solo uno)
Rosmarino e salvia q.b, vari rametti e foglie
sale e pepe nero
olio per condire e marinare (io ho utilizzato questo alla senape di Marina Colonna)
300 ml vino bianco secco

Preparazione:
Girare la carne con la parte grassa verso il basso e praticare dei tagli in tutta la superficie.
In un mixer mettere aglio, rosmarino e salvia, un cucchiaio fra sale e pepe (io ne ho messo forse anche un pò di più...)..una maggiore quantità di pepe darà alla carne il tipico sapore toscano!
Tritare il tutto sino ad ottenere una pasta.






Far penetrare questa pasta nei tagli e poi passarla bene anche sulla superficie, insieme all'olio aromatizzato. Legare bene la crrne con uno spago per arrosto e poi avvolgerla in pellicola da cucina ben stretta.






A questo punto pesare la carne; il tempo di cottura è di 25 minuti per ogni mezzo chilo. Lasciare riposare quindi il pezzo di carne in frigo per un paio d'ore, in modo da far ben penetrare gli aromi.
Trascorso il tempo di marinatura, accendere il forno e portarlo a 230°, anche di più se lo consente...
Togliere il pezzo di carne dalla pellicola e rosolarlo in una casseruola insieme a un pochino di olio, nel mio caso sempre alla senape; io ho utilizzato questa in ghisa smaltata di le Creuset...la particolarità è che può passare dal fuoco al forno senza problemi e la cottura è davvero perfetta.






Una volta ben dorati entrambi i lati della carne, metterla in forno, aggiungendo il vino bianco e ancora qualche rametto di rosmarino; io l'ho messa seguendo il libro, nella griglia di mezzo, usando la funzione ventilata e girandola poi a metà cottura.
A circa tre quarti del tempo di cottura, io ho aggiunto delle patate novelle piccine, che si sono cotte nel fondo di cottura...se il fondo asciuga troppo, mettere qualche cucchiaio di acqua o brodo, o ancora un goccio di vino bianco.






Una volta cotta, lasciarla in caldo a forno spento per ancora una quindicina di minuti; al che, toglierla dalla casseruola e affettarla...servirla irrorata dal sughettino rimasto e con le patate ben calde.
Una bontà....e che profumo....

Spero che i problemi con blogger si siano risolti....mi scuso con quelle persone a cui non sono riuscita a lasciare neppure mezzo messaggio in questi giorni! Ad alcuni riuscivo solo come Anonimo, ad altri addirittura neppure con quello. Scusatemi ancora, ma non è dipeso assolutamente dalla mia volontà...davvero mi auguro che il tutto sia stato ripristinato, più tardi verificherò..
Comunque buonissima giornata e felice inizio settimana!

venerdì 27 maggio 2011

Risotto con fave, pancetta, pecorino e dadolata di pomodorini



Piatti ed accessori per la tavola Wald Domus Vivendi - linea Impronte verde





Da buona lombarda stravedo per il risotto...devo dire che i miei preferiti sono quelli classici, belli corposi e caldi, tipo il risotto alla milanese o quello al vino rosso, che mi ricorda tanto la mia adorata nonna...
Mi piace però anche fare delle varianti particolari, magari dettate dalla stagionalità, come ad esempio questa versione di risotto prettamente primaverile, fresco e colorato.
La ricetta l'ho trovata sul sito di cucina di Donna moderna, (rivista che leggo da anni), ultimamente completamente rinnovato, anche se devo dire...forse lo preferivo prima, non so....
Mi ha incuriosito subito per la varietà di sapori e colori davvero primaverili e belli...quindi, complici delle belle fave fresche, ho deciso di provare.
In questo peiodo mi piace anche fare scorta di fave..le compro, le sgrano e le congelo, come una brava formichina, per l'inverno...trovo che questo sistema sia ottimo per poter gustare un pizzico di primavera anche quando fa freddo e le giornate sono tristi e uggiose.
Ma torniamo a noi e alla nostra ricettina...




Ingredienti:
vi metto gli ingredienti come da ricetta, io, facendolo per tre, ho diminuito le dosi...qua si tratta di un dosaggio per 4 persone.
brodo di dado o vegetale (il mio fatto con il dado vegetale casalingo) un litro- 1 litro e mezzo
50 gr burro per me Fior di panna Inalpi
fave 800 gr
pancetta tesa o già a dadini 50 gr
sale
vino bianco secco
riso io ho usato il Baldo dell'azienda Zangirolami
pecorino stagionato (scaglie a piacere)
pomodorini mini San Marzano una decina o due ramati, ben maturi e sodi
1 pezzettino di cipolla bionda
qualche fogliolina di basilico

Preparazione:
Sgranare le fave e scottarle in acqua bollente salata per alcuni minuti, scolarle, passarle sotto l'acqua fredda e togliere la pellicina esterna.
Scottare qualche istante i pomodori in acqua bollente in modo da poterli spellare, questo se si usano i ramati, altrimenti con i mini San marzano non è necessario...togliere bene i semini interni, lasciarli un pò sgocciolare dal loro liquido e farli a dadolini piccoli piccoli (1-2 cm circa), lasciandoli in una ciotola ad insaporirsi insieme alle foglie di basilico sminuzzate.
Soffriggere leggermente la cipolla tritata con una noce di burro per 4 minuti; abbassare la fiamma al minimo e unire la pancetta a dadini: io per alleggerirla, prima di aggiungerla l'ho scottata qualche minuto in acqua bollente...i grassi in questo modo se ne vanno un pochino!
Rosolare ancora una decina di minuti a fiamma media, poi aggiungere il riso e tostarlo per 5 minuti a fiamma vivace.
Sfumare con un bicchiere di vino bianco secco e lasciarlo evaporare completamente, sempre mescolando con un cucchiaio di legno.
Ora unire il brodo pian piano ed iniziare la cottura del risotto per circa una decina di minuti..a questo punto aggiungere le fave intere e continuare la cottura per altri 5-6 minuti, aggiungendo sempre poco brodo per volta, mescolando in continuazione.
Regolare di sale e spegnere la fiamma.
Fare a scaglie il pecorino ed unirlo al riso, mantecandolo un attimo...impiattare mettendo sopra ad ogni piatto un pò della dadolata di pomodorini, e a piacere, una spolverata di pepe nero e di sale rosa.






Oltre che buonissimo, davvero molto bello anche da vedersi...oltretutto è molto particolare ( parer mio) il contrasto fra il caldo del risotto e il fresco dei pomodorini in superficie, che fondendosi col riso dà un particolare effetto di gusto!









Vi lascio qualche foto del mio giardino che annuncia l'arrivo dell'estate in anticipo...fiori a profusione, le ortensie sono già in bocciolo, le azalee ormai sfiorite han dato il meglio anche questa volta!

Un abbraccio e buon fine settimana

mercoledì 25 maggio 2011

Dolcetti alla fragola leggeri e buoni





Fragole...fragole a volontà!
In questo periodo per noi è il frutto più amato...anche mia figlia ne fa scorpacciate, così nel mio frigo non mancano mai! L'unico inconveniente è che deperiscono in brevissimo tempo, quindi...quale miglior motivo per consumarle, ehehehehe...
Mia mamma, non so dove l'abbia sentito, mi ha dato un valido sistema di conservazione e devo dire che funziona...almeno durano qualche giorno in più del normale, ecco...ma in effetti a volte non ci è possibile consumarle tutte subito (soprattutto se ne prendo una cassettina!) e quindi ci ho provato...
Allora si prende un contenitore in vetro o porcellana e lo si riveste internamente di carta da cucina tipo scottex; ci si mettono all'interno le fragole (togliendole dalla cassettina o dai cestinetti in plastica in cui vengono vendute) e poi alla fine si ricoprono con dell'altra carta da cucina e si mettono in frigo, nella parte meno fredda...beh, garantito...funziona.
Provateci anche voi!
Se poi ne avete alcune particolarmente mature....beh, perchè non provare a fare questi dolcetti?
Io li ho fatti per la merenda a scuola di mia figlia, son leggeri e deliziosi (non ho utilizzato nè olio ne burro!)...provateli e mi direte.





Oltretutto, utilizzando il meraviglioso stampo "Fette perfette" della Guardini, non si fa nessuna fatica...il dolce rimane già porzionato, per la merenda a scuola o uno spuntino sul lavoro è davvero l'ideale.

Ingredienti:
1 yogurth greco 2% (175 gr)
60 gr cioccolato bianco
100 gr zucchero
150 gr farina autolievitante Molino Rossetto
una decina di belle fragole mature
2 uova
mezzo cucchiaino di vaniglia bourbon in polvere

Preparazione:
Scaldate il forno a 180°.
Nel frattempo in un robot da cucina o in una ciotola con delle fruste elettriche, sbattete per bene i rossi d'uovo con lo zucchero e la vaniglia. Aggiungete lo yogurth e continuate a sbattere...se utilizzate il robot da cucina, fatelo alla potenza media.
Incorporate la farina pian piano sempre con le fruste o il robot in azione (aumentando la velocità) e il cioccolato bianco precedentemente tritato.
Per ultimo, aggiungete i bianchi montati a neve ferma e amalgamateli con una spatola al composto, muovendola delicatamente dal basso verso l'alto per non smontare il tutto.
Tagliate bene le fragole a pezzetti non troppo piccoli, dopo averle lavate e asciugate con un panno o carta da cucina; unitele al composto continuando ad amalgamare dal basso verso l'alto delicatamente con la spatola.
Travasate il tutto in uno stampo imburrato; potete fare dei piccoli muffins, un cake, una tortina o come me delle fette perfette...scegliete voi il tipo di forma. Io consiglio le monoporzioni....






Comunque, versate nello stampo sino a tre quarti il composto...infornate a forno ventilato 180° per circa una ventina- 30 minuti (dipende poi dal forno...se fate uno stampo da cake o da torta, ci vuole ancora di più....regolatevi quindi con lo stuzzicadenti: deve uscire asciutto punzecchiando il dolce!)
Lasciate intiepidire e spolverizzate con dello zucchero a velo..gustate e rilassatevi, magari con una bella tazza di the freddo, un goloso frappè...e chi più ne ha più ne metta!

Buonissima giornata 




Attenzione:
ho problemi con blogger e mi scuso anticipatamente con tutte voi se non riuscirò a lasciare commenti al vostro blog...purtroppo ogni volta che ci provo mi viene richiesto in continuazione l'accesso con il mio account google...che non viene mai accettato...
Sono davvero arcistufa, ogni 3 x 2 blogger ne ha una, spero che anche questo problema venga risolto quanto prima...scusatemi e buona giornata!

lunedì 23 maggio 2011

Mugnaia con scampi in salsa cremosa allo zafferano...direttamente da "Piccoli limoni gialli"







La ricetta di queste tagliatelle è stata presa da un libro meraviglioso, che ho letto grazie all'iniziativa dei libri vagabondi della Ely..

Un libro bello, bello davvero!

Fresco, pulito, scorrevole e piacevole.....un libro che inizi e finisci, non vorresti interromperti mai. Un libro che ti sa conquistare e coinvolgere...
Agnes è come se la conoscessi da sempre; come se anche conoscessi le vie delle bella Stoccolma e sentissi il calore del "Piccoli limoni gialli", adorabile ristorantino dove si cucina con il cuore.





Nel giro di poche ore Agnes vede il suo mondo andare in pezzi: il suo capo tenta goffamente di molestarla e, vistosi respinto, la licenzia. Rientrando a casa frustrata e amareggiata viene accolta, anziché dall'abbraccio consolatorio del fidanzato, dalla notizia che lui ha deciso di lasciarla. E un'altra brutta sorpresa è in arrivo dai genitori... Ce n'è di che chiudersi in casa a compiangersi.
E invece Agnes non vuole darsi per vinta e, superato l'iniziale sconforto, cerca di riprendere in mano la propria vita accettando la proposta di un amico: aprire insieme un piccolo ristorante che profonda nell'inverno svedese profumi e sapori del Mediterraneo e di quei Piccoli limoni gialli che diventeranno la loro insegna.
I due investono tutte le loro energie e i risparmi nella nuova avventura... Ma sarà la scelta giusta? Riuscirà Agnes a riscattarsi e magari a ritrovare l'amore?

Dal sito libreria Universitaria.it

"Agnes tornò all'altro tavolo. I quattro si consultarono ancora un attimo prima di decidere; alla fine il padre scelse lo spiedino di carne marinata con le verdure arrosto e il ragazzo ordinò la stessa cosa. La madre invece voleva il pollo, mentre la figlia prese la pasta con scampi e zafferano."





Ingredienti:
1 confezione pasta Mugnaia della Mugnaia di Elice
500 gr latte
50 gr farina
25 gr burro
sale fino
sale nero di cipro
una ventina di gamberoni sgusciati
1 bustina di zafferano
vino bianco secco q.b.

Preparazione:
Mettere a bollire una bella casseruola con acqua salata per la cottura della pasta.
Nel Bimby (io la faccio sempre qua!) preparare la bechamella...oppure fatela come preferite, immagino che ciascuno abbia una ricetta a cui è fedele...c'è anche chi utilizza quella già pronta, fate voi...
Mettere il burro a tocchetti, la farina e il latte con mezzo cucchiaino di sale fino nel boccale e cuocere 6 min a 90° vel.4.
A parte scaldare un wok (il mio questo meraviglioso di le Creuset...lo uso praticamente per mantecare tutto ed anche per saltare e cuocere le verdure...davvero versatile, poi la ghisa è  un materiale splendido per qualsiasi tipo di cottura!!), mettere una noce di burro e rosolare i gamberi, spruzzandoli poi con un goccio di vino bianco secco.
Farli saltare qualche minuto, salarli,  poi aggiungere la bechamella e la bustina di zafferano, stemperandola magari in un goccino di latte.
Dovete ottenere una crema nappante e meravigliosa....







..nel frattempo cuocere la pasta e, una volta scolata, metterla nel wok a mantecare per bene...






Per finire, prima di servire ben calda, una spolveratina in superficie di sale nero di cipro, rende il tutto ancora più coreografico..
...ed ora potete gustare uno dei piatti del "Piccoli limoni gialli", dal libro che io ho letto e amato, e che consiglio anche a tutti voi.

Vi auguro un buon inizio settimana ed un buon pomeriggio...il caldo comincia a farsi sentire, ma io sono felice, il sole mi fa star bene e a mio agio...le vacanze si avvicinano...finalmente!
Un abbraccio



sabato 21 maggio 2011

Barchette alla carota, mandorle e albicocche secche







Buon sabato a tutti...dopo alcune peripezie dovute al cambio di operatore telefonico, ritorno fra voi...sono stata alcuni giorni senza linea telefonica, senza adsl...e credetemi mi sono resa conto di quanto sia dura ormai viverci senza!!
Quando vado in vacanza mi impongo uno stacco forzato...è giusto ogni tanto davvero fare una vacanza anche con la mente, staccare proprio da tutto, da tutte le abitudini quotidiane e giornaliere..ma certo che così è tutta un'altra storia!
Ora però ci sono, mi scuso se non sono stata presente da voi come avrei voluto, ma tutto si risolve, e quindi appena possibile arriverò a fare un giretto qua e là...

Innanzitutto volevo rendervi partecipi di una cosa belllissima che mi è capitata giovedì...sono stata alla Maison Gourmande, boutique di Csaba della Zorza a Milano, dove veniva presentato il suo nuovo libro "Summer Holidays"...ho avuto il piacere di conoscerla, è davvero incantevole e gentilissima come appare in tv. Il libro poi è bellissimo, le foto meravigliose, anche questa volta ha fatto centro...io l'ho acquistato e me lo sono pure fatto autografare...in una sera me lo sono letto tutto, avidamente, pronta a sperimentare qualcuna delle bellissime ricette illustrate, semplici ma ricercate nel contempo, e di sicuro effetto.
Un grazie anche a Margherita e Giulia, due ragazze davvero squisite!

Passiamo ora a questa ricettina, creata in quattro e quattr'otto un pomeriggio dove mi dovevo ingegnare per preparare una merenda a quattro ragazzine affamate...ultimamente le ricerche scolastiche di gruppo vanno alla grande, quindi come far mancare qualcosa da mettere sotto ai denti?
Detto fatto: complice la farina di carote della Lo Conte, mi sono lanciata nella sperimentazione. Risultato: delle barchette piuttosto compatte (la prossima volta cercherò di renderle più soffici...) un pò granulose e rustiche ma dolcissime e genuine.




Ingredienti:
100 gr yogurth greco 2%
2 uova
80 ml olio d'oliva
150 gr zucchero di canna Grand Cru Malawi A tutto bar
50 gr farina di mandorle
150 gr farina di carote Lo Conte
150 gr farina 00
100 ml latte
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
una decina di albicocche secche tagliate a piccoli dadolini della Noberasco





Preparazione:

Ho messo nel Bimby (ma si possono usare anche delle fruste elettriche) le uova, l'olio, lo zucchero, lo yogurth e il latte ed ho amalgamato bene per 1 minuto e 30 vel.4.
Ho poi aggiunto pian piano le farine miscelate fra loro insieme al lievito, sempre amalgamando per altri 3 minuti a vel.5/6. Se il composto rimane troppo gnucco, unire qualche goccino di latte...deve comunque rimanere ben sodo, in modo da poterlo mettere nelle cavità dello stampo a cucchiaiate.
Ho unto con un velo di burro uno stampo in silicone della linea Amelie di Guardini, e più precisamente questo qua , poi ne ho riempito le cavità a barchetta con il preparato, e sopra ci ho aggiunto i dadini di albicocche secche, cercando di spingerli un pò in centro con la pressione del dito.





Ho infornato e cotto una ventina di minuti a modalità ventilata 180°...sformato, lasciato raffreddare e gustato!
Sinceramente devo dire che queste preparazioni un pò compatte e sode non mi fanno impazzire, preferisco di gran lunga i dolci belli sofficiosi...ma le ragazzine han gradito...oh se han gradito...
Mi sono venute 9 barchette ed una decina di muffins...per qualche giorno la merenda è sistemata, eheheheh!

Buon fine settimana, alla prossima


mercoledì 18 maggio 2011

Breakfast sausage...ma per cena!








Adoro questo libro....
l'ho preso insieme a Sale e Pepe di qualche mese fa, ma era da un pò che gli facevo un filo serrato...





E' la versione ridotta di questo qui della Guido Tommasi, ma devo dire che è ugualmente un libro bello e completo, forse rilegato meno bene, ma a me piace anche così!
In America io non ci sono mai stata (fatta eccezione per il Messico e i Caraibi, ma qua è tutta un'altra storia!), ma il loro modo di vivere, vedere la vita, ed anche mangiare, mi ha sempre affascinato.
Queste polpettine vengono preparate per i brunch e le colazioni quotidiane...anche l'autrice, però come me, si trova un pò in difficoltà ad accettare una colazione così ricca e importante, perlomeno nei giorni di lavoro settimanali. Nel fine settimana, dice, le cose cambiano...il tempo è maggiore, si ha più voglia di fare le cose per bene, con vari menù a base di uova, muffins, montagne di pancakes, french toast, carne, uova e bacon...il tutto innaffiato da abbondante caffè annacquato in tazze giganti.
La sottoscritta, che ama le cose tradizionali all'ennesima potenza, ha però voluto sperimentare queste polpettine per una cena...una cena in piedi con amici, servite in simpatici cucchiai monoporzione (i miei davvero bellissimi della Easy Life), che ne dite?
Molto buone e saporite (anche se io lo ammetto, ho fatto alcune variazioni alla ricetta originale, togliendo pepe e peperoncino per il nostro gusto troppo forti!), davvero sono varsatili e si prestano benissimo anche per un pic-nic o a un brunch domenicale...fate voi, io vi lascio la mia ricettina!






Ingredienti:
900 gr carne di maiale macinata( per me lonza)
un cucchiaio di salvia tritata fresca
2 cucchiaini di maggiorana tritata fresca
1 cucchiaino di foglioline di timo fresche (la ricetta in verità ne prevedeva 2 ma  io ho preferito abbondare col profumo della maggiorana, che adoro!)
2 cucchiaini di peperoncino e mezzo cucchiaino di pepe di cayenna: io non li ho messi, non amiamo il piccante
un quarto di cucchiaino di noce moscata in polvere
un cucchiaino di zucchero bruno (io ho usato BronSugar Mauritius Muscovado della D&C)
mezzo cucchiano di sale
una bella spolverizzata di pepe nero
una noce di burro per friggere

Preparazione:
Semplicemente in una ciotola mescolate tutti gli ingredienti ed impastateli ben bene con le mani.
Fate delle piccole polpettine (il libro dice di farle di circa 7 cm di diametro, ma io ho preferito farle più piccine) e friggetele in una padella antiaderente insieme ad una noce di burro circa 8 minuti per lato. Io, prima di friggerle, ho preferito passarle in una velo di preparato per panatura Molino Rossetto, ma va benissimo anche del normalissimo pane grattugiato, basta che sia tritato molto finemente.
Servitele a piacere con del pane tostato, nei cucchiai come ho fatto io, oppure con dell'insalata o infilzati come spiedino con dei pomodorini...insomma potete davvero sbizzarrirvi con le idee!






Adesso vi saluto, visto che l'ora c'è, vi auguro un buon pranzo! magari con una bella padellata di polpettine all'americana....perchè no?!
Alla prossima


lunedì 16 maggio 2011

Ciambella ai fiori di sambuco







Ebbene si...a volte ritornano...
Mi sono piaciuti davvero tanto i fiori di sambuco (vedi ricettina qua...), che ho rimandato mio papà in spedizione-raccolta, prima che la fioritura finisse.
Stavolta, complice un bel vento forte di qualche giorno prima, il raccolto è stato un pò scarsino...forse in effetti i fiori ci stanno abbandonando, lasciando il posto ai frutti, altrettanto buoni per farne marmellate (mi han detto...ma non lo so...)...beh, però il quantitativo è stato sufficiente per farne una bella e profumatissima ciambella da colazione, graditissima dai miei famigliari, e secondo me superlativa con il the.
Io vi consiglio di abbinarci un the verde molto delicato, per me Green tea Hampestead tea London (che potete vedere qui da D&C ), un the biologico da colture biodinamiche, dal gusto pieno, morbido e delicato...le cui foglioline (solo gemme e foglie novelle!) vengono raccolte e leggermente trattate al vapore prima di essere essicate.
Le proprietà di questo the sono varie...è disintossicante, addirittura antiossidante (cosa che non guasta, vero?!)


Mi ricordo la visita ad una piantagione di the, durante un mio passato viaggio in Sri Lanka...che bei ricordi, sono passati circa quindici anni...







Ricetta presa dal libro Pane, dolci e biscotti di Leila Lindholm e con mie piccole varianti

Ingredienti:
3 uova
200 gr zucchero di canna Brown Sugar Swaziland D&C
qualche goccia di estratto di vaniglia
50 gr burro
100 ml latte
210 gr farina autolievitante (per me Molino Rossetto!)
1 pizzico di sale
fiori di sambuco quantità a piacere
burro e farina per lo stampo

Preparazione:
Ho iniziato preriscaldando il forno a 180°
Ho poi imburrato uno stampo da ciambella (io ho utilizzato questo della Guardini linea thermomagie, che adoro...) e poi l'ho infarinato ben bene, scuotendo via l'eccesso di farina.
Ho sbattuto bene le uova con lo zucchero e l'estratto di vaniglia, sino ad ottenere un composto spumoso (io ho utilizzato le fruste elettriche...); ho poi fuso il burro e l'ho incorporato tiepido insieme al latte al composto di uova e zucchero.
Ho mescolato farina e sale, ed ho aggiunto delicatamente al composto liquido.
Ho versato quindi il tutto nello stampo ed ho ricoperto la superficie con i fiorellini di sambuco, ben lavati (io lo faccio in acqua e bicarbonato, per pulire bene dalle eventuali impurità!) ed asciugati su carta da cucina.





Che meraviglia questi fiorellini...con un profumo davvero intenso ed un colore meraviglioso....

Ho poi dato un'ultima spolveratina in superficie con un pizzico di zucchero di canna ed ho infornato a 180° ventilato per circa 35 minuti a mezza altezza (controllate però con lo stuzzicadenti, mi raccomando, se la cottura è completata, prima di spegnere il forno...).
Lasciar raffreddare nello stampo (questo poi vi dice quando è il momento di sfornare! Uno stampo estremamente intelligente!!!) e poi sformare su un piatto da portata...






Assaporare insieme ad una bella e fumante tazza di the...in pieno relax, magari....

Buon inizio settimana a tutti. La mia sta partendo col piede storto, perchè ho la mia solita emicrania...vabbè, passerà. Il vento di ieri non mi ha certo dato una mano...
Un abbraccio e alla prossima!





Anche con questa ricetta partecipo al contest di gustoshop


domenica 15 maggio 2011

Fregola agli asparagi, piselli e gamberetti, profumata al timo







Eccomi qua...mezza acciaccata ma ci sono. Beh, qua al nord ragazzi siamo nel pieno delle allergie...graminacee, pioppi e chi più ne ha più ne metta...di conseguenza il mio naso è tappato, tosse da raspino in gola, notti in bianco passate a tossire e soffiare il naso...
Durante questi periodi la voglia di scappare via da qua è tanta, credetemi. La voglia di andare a vivere in una zona sicuramente meno inquinata, con un'aria più salubre...ma che posso fare? Questo è il mio posto...
Inoltre ci si mette anche mia figlia che in questi giorni è particolarmente su di giri...gli ormoni girano che è un piacere, la voglia di sentirsi grande è tanta, forse troppa per i suoi undici anni e mezzo..e a volte la pazienza scappa, eh, già già già...fra uno starnuto e l'altro...
Ieri ero talmente girata per tutte 'ste cose messe insieme che mi son detta....adesso prendo la macchina e me ne vado.
Solo un pensiero però, perchè infatti, sono ancora qua.......

Il piatto di oggi mi fa pensare alla mia amata Sardegna, a quel mare meraviglioso, a quella natura a tratti ancora incontaminata...ecco, me ne sarei volentieri scappata lì...che ne dite, facevo bene, vero?

La fregola, pasta tipica sarda per l'appunto, è una specialità che viene lavorata a mano in minuscole palline di semola di grano duro e poi tostata al forno.
La si può cucinare come un risotto (già io la sperimentai qua, con pomodoro e salsiccia...divina!) cotta sia col brodo di carne che con quello di pesce o di verdure, insieme a vari ingredienti a piacere.
Questa volta ho pensato di farne una versione tipicamente primaverile, con gli asparagi a tocchetti e i piselli..insieme ai gamberetti, poi, ne è venuto fuori un piatto davvero ricco e sostanzioso, tanto che, dopo averne mangiata una porzione, eravamo pieni da scoppiare!

Per la cottura ho voluto utilizzare questa meravigliosa casseruola in terracotta Piral, di un giallo sole abbagliante, adatta a questo tipo di cotture lente, per zuppe, minestre e paste..






Il risultato devo dire è stato favoloso...una fregola perfettamente mantecata e morbida come un risotto, buonissima!

Ingredienti:
250 gr fregola sarda
olio extravergine d'oliva Marina Colonna q.b
una decina di asparagi verdi
200 gr gamberetti (per me surgelati)
una manciata abbondante di piselli
sale q.b
pepe q.b
vino bianco mezzo bicchiere
brodo di verdure circa un litro
un rametto di timo fresco

Preparazione:
Nella casseruola ho messo l'olio d'oliva, ho scaldato ed ho rosolato i gamberetti (lasciati scongelare, lavati sotto l'acqua corrente e asciugati con carta da cucina) qualche minuto a fiamma viva; successivamente ho aggiunto i tocchetti di asparagi ben puliti  e mondati, i piselli ed ho continuato a rosolare, sfumando col vino bianco a fiamma vivace.





Ho poi aggiunto la fregola ed ho continuato la tostatura per alcuni minuti...ho iniziato ad aggiungere brodo, come per un risotto, sempre mescolando...ho regolato di sale e di pepe.
La fregola assorbe molto brodo, io ne ho preparato un litro circa e l'ho utilizzato quasi tutto...inoltre i tempi di cottura non sono corti, dipende dalla grandezza delle palline di semola...le mie devo dire non erano piccine e per cuocere il tutto mi ci è voluta quasi una mezz'oretta...però ne è valsa la pena!
A qualche minuto dalla fine cottura, ho aggiunto le foglioline del rametto di timo, in modo che tutto il profumo si è meravigliosamante sprigionato...che meraviglia!
Prima di servire ho lasciato mantecare il tutto, ancora aggiungendo un filo d'olio crudo, col coperchio a fiamma spenta...mia nonna diceva che lasciava "a riposare"...

Ed ecco qua il piatto pronto:









Cosa ve ne pare? Dite la verità...lo assaggereste, vero?

Adesso vi chiedo un aiutino....ho bisogno di consigli su come conservare le mie erbe aromatiche, che in questi giorni stanno crescendo in maniera divina...l'idea era di seccarle, ma accetto anche consigli di qualsiasi genere...voglio fare provvista per tempi a venire: chiunque mi possa dare idee o pareri su come fare è bene accetto!!!!
Grazieeeeeeeeeeeee

Bene, ora vi saluto, auguro a tutto un bellissimo fine settimana, anche se qualcuno, (non ricordo chi), mi ha detto che non sarà bellissimo il tempo...speriamo sia solo una bufala...
Un abbraccio e alla prossima!!